Il collare antiabbaio è una sofferenza. Vietato!

Le ragioni per cui un cane abbaia possono essere molteplici e nessuna inspiegabile: disagio, noia, stress, richiesta di attenzioni e quant’altro.

Per ovviare a questa funzione naturale è ormai molto diffuso il collare antiabbaio che per sue specifiche caratteristiche, soprattutto nel caso del modello elettrico, è diventato ben presto una questione giuridica.

La Corte di Cassazione con la sentenza della terza sezione penale n.11561 dello scorso aprile, ha stabilito che “l’uso del collare antiabbaio integra il reato di cui all’art. 727 c.p. in quanto concretizza una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale”.

Con l’articolo citato si evidenzia che “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.

Proprio nel caso preso in esame dalla Suprema Corte emerge la circostanza dell’utilizzo di un collare elettrico per l’addestramento del proprio cane. In particolare, nella sentenza di condanna leggiamo che “non rileva tanto la finalità dell’utilizzo del collare elettrico, finalità educativa/addestramento, ma la circostanza che il detto collare produca gravi sofferenze che la norma penale incriminatrice è diretta a punire. Gravi sofferenze conseguenti all’uso del collare come nel caso concreto rilevato”.

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